Uno strumento concreto per iniziare a guarire dell’infiammazione da cibo

Il concetto di intolleranze alimentari è stato recentemente sostituito da quello di infiammazione da cibo. Si tratta non solo di una novità a livello scientifico ma di una vera e propria rivoluzione nel trattamento di questa patologia. Se prima infatti quando si accerta la presenza di un’intolleranza si portava il paziente ad evitare quei cibi che sviluppavano l’infiammazione, oggi si può recuperare la tolleranza introducendo poco a poco l’alimento.

Questo è il percorso alla base del Biomarkers test, l’esame per le intolleranze alimentari capace di verificare la reattività dell’organismo verso tutti i principali gruppi alimentari con un solo prelievo. Il grande valore aggiunto del Biomarkers test è soprattutto il referto, che non si limita solo a riportare le condizioni di salute del paziente ma indica in maniera dettagliata cosa mangiare e cosa evitare, in quali giorni della settimana seguire la dieta o meno, e molto altro ancora.  

Innanzitutto con il referto del Biomarkers test, il paziente riceve gli accessi per collegarsi gratuitamente a MD4.me ovvero la piattaforma online che mette a disposizione una raccolta di domande frequenti e un contatto diretto con un team di nutrizionisti. Così da poter avere sempre un parere scientifico nel  percorso di guarigione.

L’analisi di BAFF e PAF

Il referto medico del Biomarkers Test riporta la lettura integrata dei valori riscontrati dall’analisi di laboratorio, in modo da confermare o meno la presenza di una infiammazione e la sua entità. Vengono misurate due particolari citochine, BAFF e PAF, e le immunoglobine G verso i costituenti dei grandi gruppi alimentari che contribuiscono al suo stato infiammatorio.

Le citochine sono le sostanze infiammanti che vengono prodotte quando si assumono alimenti. Il BAFF è prodotto da alcune cellule del sistema immunitario, ma in modo particolare dalla mucosa intestinale, quando alcuni cibi reagiscono con i recettori dell’immunità innata. Il PAF deriva da fosfolipidi di membrana di numerose cellule immunitarie. È un indicatore d’infiammazione dovuta a cause diverse, tra cui sono comprese anche le reazioni agli alimenti e le reazioni da ipersensibilità in genere.

Leggi anche : Cosa sono le intolleranze alimentari?

Il profilo alimentare personale e i gruppi alimentari

La lettura dei valori di IgG segnalano una eventuale reazione immunologica a uno o più gruppi alimentari, identificati secondo le abitudini alimentari europei. Molte persone credono erroneamente di dover testare centinaia di sostanze diverse, per capire da dove nasce una reazione alimentare. Questa scelta, pur con alcuni limiti, può essere utile nel caso delle allergie specifiche, ma se la reazione infiammatoria deriva in realtà dalla somma della infiammazione prodotta dalle diverse citochine, è necessario soprattutto conoscere quali siano i Grandi Gruppi Alimentari coinvolti

I principali grandi gruppi alimentari di riferimento per la popolazione europea sono:

  • Frumento e Glutine
  • Latte, prodotti lattiero caseari e di derivazione bovina (formaggi, yogurt, ecc.)
  • Prodotti fermentati e lievitati
  • Nichel, Grassi idrogenati vegetali e prodotti a questi correlati
  • Oli cotti

Di minore rilevanza epidemiologica, perché poco rappresentati, anche se degni di essere citati, anche i gruppi:

  • Salicilati
  • Prodotti ad alto contenuto di sale

La dieta a rotazione

La nuova impostazione alimentare inizia con la consapevolezza che nel corso di pochi mesi l’infiammazione da cibo tornerà sotto controllo. La dieta a rotazione ricalca l’impostazione alimentare dello svezzamento infantile, con la differenza che oltre ai pasti con gli ingredienti consigliati vengono indicati anche dei pasti liberi. Durante questi pasti liberi è necessario inserire anche i cibi infiammanti, per riattivare la tolleranza: anche in caso di disturbi vanno ridotte le quantità ma non eliminate.

Ecco il programma tipo di una dieta a rotazione:

  • Rotazione standard: nelle prime 4 settimane la dieta di rotazione deve essere applicata tutti i giorni, ad eccezione di un giorno infrasettimanale (solitamente il mercoledì) e di quattro pasti nel fine settimana, sabato sera e tutta la domenica
  • Rotazione standard: dalla 5^ alla 12^ settimana i giorni liberi aumentano a tutto il sabato e la domenica, più il mercoledì e il martedì sera
  • Mantenimento: a tolleranza recuperata, la dieta si segue solo il mercoledì

La dieta include una rotazione speciale per i ragazzi sotto i 14 che hanno bisogno di avere un’alimentazione sempre variegata, e per gli adulti che si trovano in vacanza.

Alimenti consentiti e alimenti da evitare

Per ciascuno dei gruppi alimentari individuati viene fornito un elenco alfabetico di tutti gli ingredienti che possono essere assunti e quelli da evitare. In questo modo il paziente può avere sempre una guida dettagliata per risolvere ogni suo dubbio, o per informarlo su alimenti che non sapeva infiammassero l’organismo. Ad esempio chi è reattivo al latte deve evitare le proteine di derivazione bovina.

Idee di menù

Questa sezione del referto propone dei piatti che combinano i nuovi alimenti, in modo da seguire bene la dieta di rotazione ma variando sempre il menù. Ad esempio per chi è intollerante al lattosio e al glutine potrà mangiare a colazione frutta, latte di riso con amaranto soffiato, gallette di grano saraceno con marmellata, prosciutto crudo, caffè o tè verde. A pranzo e a cena può scegliere di preparare quinoa con piselli, uova sode e verdure miste oppure arrosto di maiale con patate, cavolfiore bollito, frutta e caffè.

lunedì - venerdì
8:30 - 13:0016:30 - 20:30
sabato
8:30 - 13:00
domenica
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